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SPILLO 2 - No Comfort Just Style

testo di Matteo Radice x Riders Magazine


Le Spillo, come dice Dario Mastroianni, sono moto nate per bucare la città.

E non c’è modo migliore per descriverle: agili, strette, leggere, sono le moto ideali per muoversi e divertirsi nel caos cittadino.

 

Dalla Spillo 1 alla Spillo 2 sono passati cinque anni. La Spillo 2 è una moto futuristica, con fari e frecce a led, è più alta grazie a modi – che al mono e alla forcella per favorire lo stile di guida e al fisico del proprietario. I cerchi rimangono quelli dell’Honda SLR 650 originale, mentre le gomme hanno una vocazione più fuoristradistica. Il serbatoio, sempre costruito a mano ma in alluminio, riprende le linee di quello montato sulla Spillo 1. Il motore di entrambe non ha subito modi che se non lo scarico (2 in 1 su tutte e due) e il filtro aperto. Anche i rapporti sono stati rivisti per conferire a questa special più sprint, necessario in città così come fuori dall’asfalto. Se per Milano vedrete passare le Spillo saprete che si sta parlando di arte su ruote. Leggi l’articolo su www.ridersmagazine.it

Zero menate. Le spillo sembrano fatte apposta per chi vuole essere più veloce dei problemi che il logorio della vita moderna prevede.
 
 

La Spillo 1, su base SLR 650, è nata da un’idea di Dario e di Roberto Ungaro, che si sono ispirati alle bici a scatto fisso per la loro leggerezza e agilità, da qui il manubrio, iconico, da bicicletta da corsa montato in origine e poi sostituito con un manubrio alto per una gara a Coventry organizzata da Sideburn. Per lo stesso motivo è stato cambiato lo scarico, in origine sottosella, che poi ha lasciato spazio a uno scarico standard. Il piccolissimo serbatoio hand-made in ferro, la sella bassa e la forcella abbassata non nascondono la vocazione da dirt track. Vocazione confermata anche dalle gomme e dai cerchi. I fianchetti in sky, il faro anteriore e l’assenza di verniciature le conferiscono un aspetto da rat bike pronta a mangiarsi l’asfalto. Leggi l’articolo su www.ridersmagazine.it


Foto di Matteo Pizzimenti per Riders Magazine